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Il Palazzo dei Conestabili di Castiglia, conosciuto popolarmente come Casa del Cordón, è un palazzo del XV secolo che si erge nel centro storico di Burgos. Il suo fondatore fu il Conestabile di Castiglia don Pedro de Velasco. Solida dimora fortificata, fiancheggiata da due torri coronate da una cresteria.
All’interno spiccano il cortile porticato con due piani di gallerie e la sua grande scala in stile neogotico, opera dell’architetto Vicente Lampérez. Il cortile è il risultato della seconda fase di costruzione, che va dal 1484 al 1497.
È conosciuto come Casa del Cordón per il grande cordone francescano in pietra che circonda la sua porta, avvolgendo al tempo stesso le armi reali e quelle della casa di Velasco, Mendoza e Figueroa. All’interno attira l’attenzione il grande cortile con triplo livello di gallerie, di impianto classico.
In questo palazzo morì Filippo il Bello. Qui i Re Cattolici ricevettero Colombo al suo ritorno dal secondo viaggio in America e si riunirono le Cortes nel 1515.
Attualmente è sede dell’ufficio bancario della Caja de Burgos.
Data di costruzione: Sec. XV (1480)
Autore: Juan de Colonia
Stile: Rinascimentale
Categoria: Civile
Tipo: Casa Signorile
Indirizzo e telefono
Orari
Prezzi
Ingresso gratuito
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Fu ristrutturato dagli architetti Juan de Vallejo e Francisco de Colonia nel 1535. Presenta l’aspetto di un castello con due robuste torri ai lati e un arco di trionfo in onore di Carlo V con decorazione a mo’ di facciata-retablo, accompagnato dai personaggi più significativi della nascente Castiglia. Il tutto è sormontato da Santa María la Mayor e dal Santo Ángel Custodio.
All’interno spicca la sala de la Poridad, luogo di riunione del Concejo de Burgos dal XVIII secolo.
La sala principale è dominata da un monumentale affresco di Vela Zanetti, con resti di stucchi mudejár; al secondo piano spicca la farmacia dell’antico Ospedale di San Juan.
Attualmente è il Centro Culturale Storico Artistico oltre che sala espositiva.

La Cattedrale di Burgos è una delle più belle e forse una delle più rappresentative del paese. Di stile gotico, fu fondata dal vescovo Mauricio. Da segnalare le sue maestose proporzioni e il suo esterno, tanto ammirevole quanto il suo interno.
Al centro del transetto si trova la tomba del Cid e di sua moglie Donna Jimena.
Da non dimenticare la sua splendida collezione di opere d’arte, tra cui figurano pale d’altare, arazzi, dipinti, stalli del coro, sepolcri e sculture.

La Certosa di Miraflores è un monastero certosino in stile isabellino, fondato da Giovanni II di Castiglia e completato poi da sua figlia, la regina Isabella, nel 1484. Durante il Medioevo fu residenza di villeggiatura del re Enrico III.
La chiesa è a navata unica e presenta un’abside poligonale con volte stellate.
Da segnalare il cenotafio del re Giovanni II e di sua moglie Isabella del Portogallo a forma stellata, opera di Gil de Siloé.
Vi sono varie porte di accesso tardo-gotiche. La più spettacolare è quella che collega l’atrio occidentale della chiesa con il chiostro, realizzata nello stile gotico isabellino. Spiccano la Cappella del Santissimo Sacramento, così come l’altare maggiore, anch’esso opera di Gil de Siloé, di grande ricchezza ornamentale.
Rappresenta il tema della Pietà, dove la figura di Cristo crocifisso è inscritta in un grande cerchio (allusione all’Eucaristia) e, ai piedi della croce, le figure verticali della Vergine e di San Giovanni; e nella parte inferiore l’Annunciazione e la Natività, sui lati statue oranti e gli stemmi dei re Giovanni II di Castiglia e di sua moglie Isabella del Portogallo.

Costruita su un edificio precedente in stile romanico, nell’ultimo terzo del XIII secolo e nella prima metà del XIV. Ha una pianta a tre navate con semplici volte a crociera.
Sotto una massiccia torre si apre un portale della fine del XIII secolo, incorniciato da un arco a sesto acuto, con tre archivolti con immagini di santi, affiancati da stipiti in cui compaiono delle "statue-colonne", mentre nel timpano troviamo scene dedicate a Cristo e a Santo Stefano. Sopra di esso si apre un grande rosone traforato in cui si possono rintracciare influenze anche della cattedrale.
Con un coro, con un prezioso gotico fiorito e una traforatura fiammeggiante, opera di Simón de Colonia e Nicolás Vergara, che lavorano inoltre nel triforio, negli archi dell’organo, nella scala del coro, nei sepolcri, ecc.
All’interno è stato allestito un interessante Museo Diocesano del Retablo.
Santo Stefano è l’unica chiesa, tra le parrocchie di Burgos, che possiede un chiostro, del XIV secolo, dove sono sepolte importanti famiglie dell’epoca.

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