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Municipio di Castellón

Fu realizzata da Gil Torralba e Melchor Serrano.


La Casa Consistorial di Castellón de la Plana è un edificio amministrativo. Il suo stile architettonico è barocco dei secoli XVII e XVIII. Si trova in Plaza Mayor.

 

La pianta è rettangolare con tre piani, con una scala centrale che dà accesso ai diversi ambienti. La facciata è composta da tre corpi separati da fasce orizzontali a mo' di cornici. Il piano terra presenta un portico con cinque archi a tutto sesto alternati con lesene toscane. Il piano nobile è diviso verticalmente in cinque parti, strutturato con lesene corinzie e trabeazione liscia.

 

Tre balconi, quello centrale continuo, e cinque aperture. Il terzo piano, di dimensioni più ridotte, è separato dal resto da una cornice aggettante e presenta cinque balconi semplici, affiancati da lesene. L'edificio è sormontato da una balaustrata.


Nella prima metà del XIX secolo viene ristrutturata la sala delle Sedute e viene realizzata la decorazione del soffitto con una pittura allegorica della città di Castellón.


All'inizio del XX secolo, al piano principale il balcone continuo fu sostituito da balconi individuali e, dopo la Guerra Civile Spagnola, furono ristrutturate le facciate laterale e principale, con la scomparsa delle due torri angolari e del parapetto di coronamento, sostituito dalla balaustrata.

Data di costruzione: Sec. XVII-XX

Autore: Gil Torralba y Melchor Serrano

Stile: Barocco

Categoria: Civile

Tipo: Palazzo Comunale

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Indirizzo e telefono

  • Plaza Mayor, 1 12001 Castellón de la Plana (Castellón)
  • +34 964 355 100

Orari

  • Dal lunedì al venerdì
    • Per le visite guidate della Sala del Plenario (martedì, mercoledì e giovedì), presentare una richiesta di appuntamento un mese prima. Tel: 964355275.
  • Sabato e domenica: chiuso.

Prezzi

Ingresso gratuito

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Dove si trova

Cosa vedere a Castellón de la Plana

Si narra che nel luogo dove oggi sorge il tempio, nel 1366 il contadino Perot de Granyanna trovò l’immagine della Vergine mentre arava. [+]

Si narra che nel luogo dove oggi sorge il tempio, nel 1366 il contadino Perot de Granyanna trovò l’immagine della Vergine mentre arava.

 

La devozione verso l’immagine (un pezzo in alabastro di epoca paleocristiana, raffigurante una dea della fertilità) si diffuse rapidamente e ben presto venne eretto il tempio. Di quell’epoca si conserva una colonna gotica.


Anche se il portale attuale è del XVI secolo, l’attuale fabbrica iniziò a essere costruita alla fine del XVII su altri due templi precedenti. È in stile neoclassico. Si compone di due edifici: la chiesa e l’abitazione dell’eremita.


La parte più rilevante è quella dell’altare maggiore (in marmo rosa) e il camerino dove si custodiscono l’immagine reliquiario e l’immagine originale. Nella Basilica si conserva un importante patrimonio, composto da croci processionali, notevoli dipinti, manti della Vergine, gioielli, antiche immagini reliquiario, ecc.

 

L’attuale immagine reliquiario risale al 1940 e sostituì la precedente, danneggiata durante la Guerra Civile.

Proseguendo verso nord lungo il tracciato del Camino Caminás, si distingue, in cima al colle omonimo, la bianca sagoma dell’eremo della Maddalena. Circondata dai resti dell’antico castello che proteggeva il primitivo insediamento della città (luogo abitato... [+]

Proseguendo verso nord lungo il tracciato del Camino Caminás, si distingue, in cima al colle omonimo, la bianca sagoma dell’eremo della Maddalena. Circondata dai resti dell’antico castello che proteggeva il primitivo insediamento della città (luogo abitato fin dal Neolitico), troviamo l’eremo dedicato a Santa Maria Maddalena, costruito sui resti di una cisterna ed in parte scavato nella roccia.

 

Il primo tempio risale, a quanto pare, al XV secolo, anche se la costruzione dell’attuale edificio, terminata nel XVIII secolo, comprende un eremo con due navate irregolari, la foresteria e una torre di pianta circolare che funge da campanile. L’altare maggiore è dominato da una pittura su tavola, che imita la ceramica, realizzata da Juan Bautista Porcar Ripollés nel 1940.

 

All’eremo, dall’austera decorazione, giungono gli abitanti di Castellón che partecipano alla Romería de Les Canyes, la terza domenica di Quaresima. È in stile islamico.

È chiamata anche chiesa di Santa Maria la Mayor. È un tempio gotico che ha avuto anche successivi interventi neogotici e storicisti. [+]

È chiamata anche chiesa di Santa Maria la Mayor. È un tempio gotico che ha avuto anche successivi interventi neogotici e storicisti.

 

La sua costruzione inizia alla fine del XIII secolo. Viene distrutta da un incendio e ricostruita a metà del XIV secolo, venendo ampliata all’inizio del XV secolo da Miguel García de Segorbe. Il tempio viene consacrato nel 1549. La pianta era a navata unica divisa in cinque campate. Con abside pentagonale e due cappelle laterali e una centrale per il coro. Cappelle tra i contrafforti con volte a crociera sulle campate e volta stellare a coprire l’abside.

 

Aveva tre portali: due laterali nella terza campata della navata e un altro sulla facciata principale.
Nel 1662, per mano di Juan Ibañez, si realizza la cappella della Comunione con pianta a croce greca e cupola centrale, coperta da volte a botte nei bracci.

 

Dopo la demolizione del 1936 viene ricostruita a partire da un progetto di Vicente Traver Tomás, basandosi sulle tracce dell’antico tempio. I lavori iniziano nel 1939.

 

L’attuale tempio occupa un intero isolato. Ha pianta a croce latina con tre navate e abside pentagonale. La navata centrale è evidenziata da pilastri ottagonali dai quali si originano archi traversi. Le navate sono coperte da volte a crociera, con tiburio con volta stellare.

Nel centro della città, vicino a Plaza Mayor. [+]

Nel centro della città, vicino a Plaza Mayor.

 

Fu edificato nel primo terzo del XVII secolo. Il Consell della città acquistò la Casa Gumbau, che fu demolita nel 1605 per costruire il nuovo edificio. Fu realizzato da Francesc Galinça. Edificio a pianta quadrangolare, aperto sui lati liberi con due archi che poggiano su colonne e semicolonne di ordine toscano. Sul lato che dà sulla piazza, tra le lunette si trova lo stemma della città. La struttura dell’edificio è in pietra da taglio.

 

All’inizio del XIX secolo il municipio vendette il diritto di costruire un piano superiore. Si procedette all’ampliamento del piano inferiore su entrambi i lati, utilizzando lo stesso materiale e lo stesso linguaggio architettonico. Il piano superiore è scandito da finestre rettangolari con frontoni curvi, sopra le quali sono disposti oculi ellittici.

 

Spicca il balcone continuo ad angolo. La facciata di questo piano fu dipinta con allegorie di Oliet. L’edificio è coronato da un’ampia cornice con parapetto, decorato con figure femminili che simboleggiano le quattro stagioni. Nella parte superiore vi è una balaustra con vasi neoclassici.

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