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Monastero benedettino fondato nel X secolo per custodire le spoglie dell’apostolo. Fu ricostruito in stile barocco nel XVII secolo.
La chiesa ha pianta a croce latina con tre navate percorse da una tribuna.
Sulla facciata, concepita come un retablo, compaiono le figure della Vergine con il Bambino e di diversi santi abati benedettini. La scalinata di accesso presenta un gioco molto dinamico nella sua balaustrata curvilinea. Il Padre Eterno domina il frontone triangolare.
Il monastero è costituito da due chiostri. Uno più grande, costruito nel 1636 da Bartolomé Fernández Lechuga, che realizzò il transetto della chiesa, e proseguito da José de Peña Toro e ultimato da Casas y Novoa nel 1743.
L’imponente porta del monastero è incorniciata da quattro colonne doriche e include l’immagine di San Benedetto al centro. La struttura superiore è formata dallo stemma di Spagna e dall’immagine di San Martino di Tours a cavallo mentre divide il suo mantello con un povero che rappresenta Cristo. In sostanza, l’autore della facciata è Fray Gabriel de Casas, architetto classicista e sobrio del barocco spagnolo. La struttura superiore, più decorativa e dinamica, è un’aggiunta di Casas Novoa, realizzata nel 1738.
All’interno attira l’attenzione il grande retablo maggiore barocco, opera di Casas y Novoa e Romay. Comprende pezzi di grande valore, come collezioni di oreficeria, dipinti, oggetti sacri, ecc. Si possono visitare l’oratorio di San Filippo Neri, la sacrestia, la spezieria, la cappella delle reliquie e il chiostro processionale. Attualmente funziona come Seminario Maggiore, residenza per studenti e sede universitaria.
Data di costruzione: sec. IX-XVIII
Autore: Mateo López, Bartolomé Fdez., Fernando Casas Novoa
Stile: Barocco
Categoria: Religioso
Tipo: Monastero
Indirizzo e telefono
Orari
Prezzi
Generale (Chiesa e Museo): 4 €.
Ingresso e visita guidata (Chiesa e Museo): 5 €.
Ridotto (Chiesa e Museo): 3 €.*
* Previa presentazione dei documenti: pellegrini, studenti minori di 30 anni, over 65, famiglie numerose, persone con disabilità, persone disoccupate e gruppi di oltre 12 persone.
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Si tratta dell’unica porta conservata dell’antica cinta muraria, che dava accesso alla città.
La spedizione militare di Almanzor a Santiago nell’anno 997 porta il vescovo Cresconio a ricostruire il sistema difensivo creato da Sisnando II. Sul secondo anello difensivo che circondava il nucleo urbano, egli edifica un’altra muraglia con torrioni. Tra i secoli XVI e XVII vengono eseguiti restauri e riforme nel sistema difensivo.
La porta ad arco a tutto sesto rialzato ha addossato sul lato sud un edificio che conserva le basi del torrione difensivo che fiancheggiava la porta. Entrambe le strutture sono costruite in muratura di conci di granito.

Edificio concepito come abbellimento urbano. Ha lo scopo di chiudere uno dei lati della bellissima Plaza de las Platerías, con motivi decorativi a “placche ritagliate” tipici del barocco galiziano.
Clemente Sarela rompe con le norme classiche sovrapponendo paraste dinamizzate con placche, gli entablamenti sono sostituiti da cilindri e rivestimenti. Si conclude con un frontone a pettine che ospita lo stemma del cabildo. Sono presenti elementi rococò, come l’uso della rocaille nella porta principale.
Situata di fronte alla cattedrale. Ispirò Valle-Inclán nel racconto “Mi hermana Antonia”.

La monumentale Cattedrale di Santiago sorge nella splendida Plaza del Obradoiro, opera del Maestro Esteban.
In essa sono custodite le reliquie dell’apostolo Giacomo, per cui è considerata meta di pellegrinaggio dell’Europa occidentale.
Riunisce diversi stili architettonici a causa delle sue numerose ampliamenti, con elementi gotici, platereschi, neoclassici e barocchi. È la terza costruita sopra il sepolcro dell’Apostolo.

Collegio noto anche come Estudio Vello. Fondato dall’arcivescovo Fonseca nel 1501 per studenti poveri. Situato in Plaza del Obradoiro. La facciata principale è romanico-gotica della vecchia scuola. Al centro dell’archivolto è rappresentata la Vergine con il Bambino circondata da santi, nel timpano è rappresentata l’Immacolata.
Sopra la facciata troviamo lo stemma del fondatore. Il Colegio de San Jerónimo rimase fino al 1651 sui terreni dell’Ospedale Vecchio o de Azabachería e ospitava la Facoltà Minore di Arti.
Nel XX secolo fu sede della Scuola Normale di Magistero. Dagli anni Ottanta, insieme al Pazo de Fonseca, ospita il Rettorato dell’Università di Santiago.

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