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La Parrocchia Chiesa di Santa María e Santiago si trova nel centro storico di La Coruña. È la più antica della città e conserva al suo interno resti romani.
Risale al romanico della Scuola Compostelana (XII secolo), con riforme successive. In origine la pianta era a tre navate con un’abside in fondo a ciascuna. Attualmente la chiesa è a navata unica a sala, conservando le tre absidi delle antiche navate. Dopo gli incendi subiti e le relative ristrutturazioni, ciò che meglio si conserva della costruzione originale è la testata con queste absidi.
Nella parete nord si conserva un antico portale di piccole dimensioni con l’Agnus Dei al centro del timpano, circondato da fiori. L’archivolto romanico è decorato con rosoni.
Nella parete sud si apre il portale principale, di costruzione posteriore e a sesto acuto, con il rilievo equestre di Santiago nel suo timpano. Sia gli archivolti sia i capitelli su cui poggiano presentano belle figure scultoree religiose, ormai erose dal tempo. Il portale è fiancheggiato dagli apostoli San Giovanni e Santiago nelle stipiti. Sopra questo portale si apre un grande rosone.
Con il passaggio dalle tre navate a una navata a sala all’interno, la copertura è sorretta da robusti archi diaframma acuti di epoca gotica. Questi archi poggiano su pilastri che conservano i capitelli delle navate laterali originali. Le tre absidi della fabbrica romanica sono molto rimaneggiate all’interno, i cui capitelli sono anch’essi originali e decorati con motivi vegetali e zoomorfi.
Fra gli elementi conservati all’interno di questa chiesa spiccano un fonte battesimale e interessanti are romane (piccoli altari in pietra). Si segnalano anche antichi sepolcri e un pulpito in pietra risalente al XVII secolo.
Il 18 agosto 1972 la Chiesa di Santiago di La Coruña è stata dichiarata Monumento storico-artistico.
Data di costruzione: XII secolo.
Stile: Gotico, Romanico
Tipo: Chiesa
Indirizzo e telefono
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La Plaza de María Pita è il cuore pulsante del capoluogo coruñese, dove si trova il monumentale Palacio de María Pita, oggi palazzo municipale del comune.
Il suo nome è dovuto all’eroina galiziana María Pita. In precedenza fu chiamata plaza de Alesón, Libertad e Derribo.
Fu costruita nell’ultimo terzo del XIX secolo dall’architetto municipale Juan de Ciórraga. La pavimentazione risale al 1937, mentre l’asfaltatura è degli anni Cinquanta. La sua pedonalizzazione avvenne solo nel 1987, quando furono costruiti un parcheggio sotterraneo e una galleria.
Dal punto di vista architettonico, questa piazza ha una pianta rettangolare con oltre 10.000 metri quadrati. Sul lato nord si trova il monumentale Palacio de María Pita, costruito in stile eclettico da Pedro Mariño (1908-1912) e che oggi ospita il municipio della città.
Gli altri tre lati sono occupati da eleganti edifici con balconi e portici ad archi al piano inferiore. Questi portici ospitano locali di ristorazione di vario tipo, come ristoranti di cucina galiziana, pizzerie o tapas bar.
Al centro della piazza si erge la Estatua de María Pita, un gruppo scultoreo in bronzo realizzato da Xosé Castiñeiras.

La Torre di Ercole è l’unico faro romano e il più antico ancora in funzione.
La sua altezza è di 55 metri (36 metri della sua costruzione romana e 19 del restauro del 1789 per la modernizzazione del sistema di segnalazione marittima). La sua altezza focale è di 106 metri sul livello del mare. La pianta è quadrangolare e ogni lato misura circa 11,75 metri. Su questa parte quadrangolare si eleva un’altra struttura poligonale sulla quale poggia il faro.
Fino al XX secolo era chiamato Faro di Bigantia (Farum Brigantium, l’attuale La Coruña). Il nome di Torre di Ercole proviene da varie leggende sulla sua costruzione. Una di queste racconta che Ercole approdò sulle coste galiziane che circondano questa torre e qui seppellì la testa del gigante Gerione dopo averlo sconfitto. Questa leggenda si inserirebbe nella continuità dell’eredità romana su quella tartessico-fenicia di Gerione.
Alcuni storici ritengono che nel luogo di questa torre si trovasse la Torre di Breogán, che appare nel ciclo mitologico irlandese, dalla quale Ith (figlio di Breogán) avrebbe visto le coste irlandesi.
Sebbene sia stata ricostruita dai romani, questa torre ha un’origine sconosciuta. Alla base della torre è stata trovata una pietra votiva la cui iscrizione identificava l’architetto Caio Sevio Lupo, originario di Aeminium (Coimbra).
Nel Medioevo smise di avere la funzione di faro e divenne una fortificazione. Ma nel 1682 l’architetto Amaro Antune fu incaricato dal duca di Uceda del suo restauro. Il restauro terminò durante il regno di Carlo III. La parte neoclassica fu completata nel 1791 da Eustaquio Giannini, e corrisponde all’attuale facciata.
La Torre di Ercole è stata candidata nel 2007 a essere dichiarata Patrimonio dell’Umanità, titolo che le è stato conferito due anni più tardi. Il 9 settembre 2008 è stata gemellata con la Statua della Libertà di New York e sedici giorni dopo con il Faro del Morro dell’Avana.
Intorno ad essa possiamo vedere anche un Parco Scultoreo, una sorta di museo a cielo aperto. In questo parco si trovano più di una quindicina di opere di importanti artisti del XX secolo, come Manolo Paz e Francisco Leiro.

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