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Lo Spazio Scenico di Pulpí non è solo un punto di riferimento culturale della zona grazie al suo vario programma di spettacoli, mostre e attività per tutti i pubblici. Ospita anche due interessanti sale espositive, aperte alle visite da martedì a domenica: la Sala Nera dei Minerali Luminescenti e la Sala del Pittore di Pulpí Pedro Antonio Martínez.
Sala Nera dei Minerali Luminescenti
Questa sala offre un’esperienza affascinante attraverso una mostra permanente di minerali luminescenti provenienti da diverse parti del mondo. Grazie alla luce ultravioletta, i visitatori possono osservare come queste rocce emettano sorprendenti colori fluorescenti, creando uno spettacolo visivo unico. Questa collezione non solo permette di apprezzare la bellezza dei minerali, ma aiuta anche a comprendere meglio la geologia e le proprietà di queste formazioni naturali. Alcuni esemplari sono legati alla ricchezza mineralogica della zona e alla famosa Geode Gigante di Pulpí.
Sala del Pittore Pedro Antonio Martínez
Dedicata all’opera del pittore di Pulpí Pedro Antonio Martínez, questa sala raccoglie una collezione dei suoi lavori, in cui predominano ritratti e scene di vita quotidiana. Sebbene nato a Pulpí, l’artista ha sviluppato la sua vita e la sua opera fuori dal comune. I suoi quadri non rappresentano solo l’ambiente locale, ma offrono anche una visione più ampia e personale della realtà quotidiana attraverso il suo pennello. Il suo stile dettagliato ed espressivo permette al visitatore di connettersi con la profondità di ogni personaggio e scena rappresentata sulle sue tele.
Entrambe le sale offrono una proposta culturale unica all’interno dello Spazio Scenico di Pulpí, un luogo in cui arte, scienza e spettacolo si combinano, arricchendo l’offerta culturale del comune.
Data di costruzione: Inaugurato nel settembre 2021.
Stile: Architettura contemporanea
Categoria: Ludico, Museo
Tipo: Centro Culturale, Teatro
Indirizzo
Plaza Espacio Escénico, 04640 Pulpí (Almería)Orari
Prezzi
Servizi
Auditorium, Mostre, Mostre permanenti.Se nota qualche errore o desidera aggiungere qualcosa a queste informazioni, la preghiamo di contattarci.

Il castello di San Juan de los Terreros è una fortificazione che appartiene alla località omonima nel comune di Pulpí (Almería), costruita nella seconda metà del XVIII secolo. Fa parte del sistema difensivo costiero istituito dal re Carlo III, ed è edificato sulla cima di un alto rilievo accanto al mare.
È una costruzione isolata, molto visibile e che offre incredibili vedute in un contesto paesaggistico di grande bellezza, essendo un perfetto belvedere dal quale ammirare l’isolotto di Terreros e l’Isla Negra, entrambi catalogati come Monumenti Naturali.
Ha avuto una funzione strategica chiave per la posizione che occupa sulla costa di Almería, molto vicina all’Algeria e con il comune di Pulpí confinante con Águilas nel Regno di Murcia. Servì come difesa costiera contro gli attacchi dei pirati e dei corsari del Maghreb fino al XIX secolo.
Il progetto iniziale di questo castello fu opera di Thomas de Warluzel d’Hostel, modificato e completato nel 1764 da Antonio Duce Oliveros. Già nel 1745 dovette essere riparato dopo aver subito, due anni prima, un attacco da parte di una nave da guerra inglese.
La sua pianta risponde alla tipologia creata dagli ingegneri militari: pianta a forma di hornabeque o due baluardi, muri a scarpa, bastioni semicircolari, blocchi squadrati e poche aperture o vani. Questo prototipo veniva adattato alle esigenze e al luogo della sua costruzione.
Nello specifico, questo castello presenta un unico corpo di fabbrica perpendicolare all’asse di accesso. Nella parte sud è addossata una batteria semicircolare, mentre il lato nord presenta due baluardi o bastioni che formano un trapezio irregolare, fiancheggiando la porta di accesso. In questo modo, dai bastioni si colpivano quanti tentavano di invadere il castello.
Si sviluppa su due livelli, e si accede all’interno dal piano superiore. Dopo aver attraversato un ponte si raggiunge la porta principale, nella quale spicca la decorazione del profilo del portale.
Oggi è dichiarato Bene di Interesse Culturale. Al suo interno si possono visitare cinque sale: la sala di accoglienza e informazioni, quella della rete degli spazi naturali protetti dell’Andalusia, la sala di storia ed etnologia di Pulpí, quella dedicata all’ecosistema della zona e quella dedicata alla geologia del comune.

La Geoda di Pilar de Jaravía, conosciuta come Geoda di Pulpí, è la più grande scoperta fino ad oggi.
Si trova a 60 metri di profondità nella Mina Rica (Sierra del Aguilón). È stata scoperta nel dicembre del 1991 dal Grupo Mineralogista de Madrid ed è l’unica al mondo che si può visitare senza attrezzatura speciale.
Sia le sue dimensioni, sia i suoi cristalli di gesso perfetti e trasparenti, lunghi fino a 2 metri, la rendono un fenomeno eccezionale nel mondo.
Il suo volume cavo è di 10,7 metri cubi (8 metri di lunghezza, 1,8 metri di larghezza e 1,7 metri di altezza). La sua forma è simile a quella di un imbuto, con la sezione più stretta a forma di “L”. Come già accennato, la trasparenza dei suoi cristalli di gesso è sorprendente, poiché è possibile vedere attraverso di essi gli oggetti che si trovano dietro.
Si è formata tramite un processo misto carsico-idrotermale. In una prima fase si è dissolta la dolomia e successivamente, in una seconda fase, si sono formati i cristalli di gesso grazie all’iniezione di acque idrotermali legate al vulcanismo residuo di Cabo de Gata, tra altri fattori. Queste acque idrotermali contenevano disciolti una serie di elementi che hanno reso possibile la crescita dei cristalli.
Questi cristalli di gesso non sono stati ancora datati con precisione, ma è molto probabile che la loro età sia compresa tra 2.000.000 e 60.000 anni.
Nel 2010 si sono conclusi gli studi per il restauro delle miniere. E solo nell’agosto del 2019 la geode è stata aperta al pubblico insieme al centro visitatori.

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