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Situato in due edifici storici collegati tra loro, la Casa de los Caballos e la Casa de las Veletas.
Sorge sul terreno dove si trovava l’alcázar almohade, di cui conserva la cisterna, una delle meglio conservate della Penisola Iberica. Si articola intorno a un bellissimo patio a pianta quadrata.
Il museo ospita cinque sale di archeologia che permettono un percorso attraverso il Paleolitico, l’Età del Rame, l’Età del Bronzo, la cultura preromana e quella romana, senza dimenticare la sezione di etnografia. Include opere di scultura, pittura, incisione e oreficeria religiosa.
Nel XVIII secolo la casa fu ristrutturata da Don Jorge de Cáceres y Quiñones, epoca a cui risalgono le gargolle, le finiture in ceramica smaltata e i grandi stemmi della facciata principale.
Data di costruzione: Sec. XVII (1600)
Autore: Lorenzo de Ulloa y Torres
Stile: Rinascimentale
Categoria: Museo
Tipo: Museo
Indirizzo e telefono
Orari
Prezzi
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Fu costruito nel XVIII secolo su una struttura del XV secolo; è un arco ribassato, molto ampio e obliquo, realizzato in questo modo per facilitare il passaggio delle carrozze verso la Città Monumentale.
È una delle cinque porte di accesso alla città, insieme a quella di Mérida, La Fuente o Puerta del Concejo, quella del Socorro e quella del Postigo.
Davanti ad essa giurarono i fueros e i privilegi della città concessi in precedenza da Alfonso IX, i Re Cattolici (Isabella il 30 giugno 1477 e Ferdinando il 27 febbraio 1479).
Nel 1726 Manuel de Lara Churriguera lo modificò in stile barocco e lo ampliò inoltre per facilitare il passaggio delle carrozze.
Nella sua parte interna, in un tempietto barocco, fu collocata l’immagine della Vergine della Stella, da cui prende il nome. Oltrepassato l’arco, la corta e stretta calle de la Estrella ci conduce fino a Plaza de Santa María. Collega la città intramurale con la Plaza Mayor.

Edificio ristrutturato nel XVI secolo.
Nella facciata principale compare lo stemma araldico della famiglia Solís; è rappresentato un grande sole con volto umano i cui raggi superiori sono morsi da teste di drago, il tutto sormontato da un elmo. Un alafiz incornicia la porta con arco a tutto sesto e conci, sotto lo stemma.
All’interno conserva un piccolo e bellissimo cortile rinascimentale, con due dei suoi lati porticati, realizzato a metà del XVI secolo. Attualmente ospita un interessante archivio in cui si conservano documenti relativi al Continente Americano e alle Filippine.
I Padri del Preziosissimo Sangue sono oggi i responsabili della gestione dell’edificio e del suo archivio.

Tempio edificato sui resti di un’antica moschea almohade. Presenta elementi in stile gotico, rinascimentale, plateresco e barocco, dovuti alle sue molteplici ristrutturazioni.
Il portale principale è in stile plateresco, realizzato da Guillén Ferrant. È formato da un arco ribassato tra due colonne di ordine composito, nelle cui lunette compaiono due medaglioni con le effigi di San Pietro, a sinistra, e di San Paolo, a destra.
Al centro del fregio si trova San Matteo. La cappella dei Sande fu realizzata da Rodrigo Gil de Hontañón e si distingue per la sua volta a crociera stellata.
Addossata al tempio si erge una torre-campanile che risale al XVIII secolo (1780), priva di decorazione e realizzata da Pedro Vecino.
All’interno è a navata unica, con volte a nervature in granito; il retablo rococò dell’altare maggiore, in stile estremegno, è attribuito a Vicente Barbadillo alla seconda metà del XVIII secolo.
Nelle cappelle spiccano le sepolture di numerosi nobili di Cáceres, soprattutto della famiglia Ovando. Nella Cappella di San Juan si trova una tela del Cristo della Quercia, che racconta un miracolo avvenuto in America. Nella cappella di San Benito è custodita una Addolorata realizzata da Antonio Vaquero nel 1952.
Dal 1982 è dichiarata Monumento Storico-Artistico.

Si trova nella piazza dallo stesso nome e ha rango di Concattedrale dal 1957, condividendo la sede episcopale con la cattedrale di Coria. La sua costruzione iniziò alla fine del XIII secolo, sull’area di quella che si ritiene fosse un’antica moschea.
È costituita da tre navate divise in cinque campate da archi acuti poggianti su pilastri composti gotici, copertura a volte a crociera, due cappelle laterali accanto al presbiterio, altre due adiacenti sul lato dell’Epistola e coro rinascimentale.
All’interno meritano particolare attenzione la porta della sacrestia, realizzata da Alonso de Torralba nell’anno 1525, esempio del plateresco estremegno; il retablo dell’Altare Maggiore, opera rinascimentale di Roque Balduque del 1551 realizzata in legno di cedro; la Pila dell’Acqua Santa, realizzata in marmo nel XIV secolo; numerose lapidi, tombe e sarcofagi; così come una ricca collezione di oggetti liturgici dei secoli XV-XIX.
L’esterno è romanico di transizione al gotico. Presenta elementi rinascimentali nella torre e nel coro. Su uno degli angoli della torre s’innalza una statua in bronzo di San Pedro de Alcántara, opera dello scultore Pérez Comendador.
Ospita anche un museo di arte sacra.

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