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È il simbolo della città. Misura 58 metri di altezza. È di proprietà comunale e si caratterizza per essere staccata dalla cattedrale. Si trova in Plaza Mayor, il centro della città, accanto alla chiesa di Santa María e al Municipio.
Ha pianta ottagonale, con quattro livelli che corrispondono alla sala dell’orologio, la prigione, l’abitazione del campanaro e la camera delle campane (dispone di otto campane a slancio e tre fisse situate nella guglia per segnare i quarti d’ora e le ore). La terrazza è sormontata da un tempietto.
All’interno c’è una stretta scala a chiocciola che consente di accedere a ciascuno dei piani.
La costruzione iniziò nel 1440. Nel 1457 intervenne il maestro Saera per edificare il primo livello. Dopo una lunga interruzione e varie proposte, nel 1593 portarono a termine la torre Francisco Galança de la Lancha, Guillem el Rei, Pedro Crosali, Marc Volsanys, Antonio e Joan Saura, secondo il progetto di Damián Méndez del 1591. I lavori proseguirono nel XVIII secolo.
Data di costruzione: XV-XVIII.
Autore: Saera, Damián Méndez
Stile: Gotico, Rinascimentale
Categoria: Civile
Tipo: Campanile
Indirizzo e telefono
Orari
Prezzi
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Si narra che nel luogo dove oggi sorge il tempio, nel 1366 il contadino Perot de Granyanna trovò l’immagine della Vergine mentre arava.
La devozione verso l’immagine (un pezzo in alabastro di epoca paleocristiana, raffigurante una dea della fertilità) si diffuse rapidamente e ben presto venne eretto il tempio. Di quell’epoca si conserva una colonna gotica.
Anche se il portale attuale è del XVI secolo, l’attuale fabbrica iniziò a essere costruita alla fine del XVII su altri due templi precedenti. È in stile neoclassico. Si compone di due edifici: la chiesa e l’abitazione dell’eremita.
La parte più rilevante è quella dell’altare maggiore (in marmo rosa) e il camerino dove si custodiscono l’immagine reliquiario e l’immagine originale. Nella Basilica si conserva un importante patrimonio, composto da croci processionali, notevoli dipinti, manti della Vergine, gioielli, antiche immagini reliquiario, ecc.
L’attuale immagine reliquiario risale al 1940 e sostituì la precedente, danneggiata durante la Guerra Civile.

Proseguendo verso nord lungo il tracciato del Camino Caminás, si distingue, in cima al colle omonimo, la bianca sagoma dell’eremo della Maddalena. Circondata dai resti dell’antico castello che proteggeva il primitivo insediamento della città (luogo abitato fin dal Neolitico), troviamo l’eremo dedicato a Santa Maria Maddalena, costruito sui resti di una cisterna ed in parte scavato nella roccia.
Il primo tempio risale, a quanto pare, al XV secolo, anche se la costruzione dell’attuale edificio, terminata nel XVIII secolo, comprende un eremo con due navate irregolari, la foresteria e una torre di pianta circolare che funge da campanile. L’altare maggiore è dominato da una pittura su tavola, che imita la ceramica, realizzata da Juan Bautista Porcar Ripollés nel 1940.
All’eremo, dall’austera decorazione, giungono gli abitanti di Castellón che partecipano alla Romería de Les Canyes, la terza domenica di Quaresima. È in stile islamico.

È chiamata anche chiesa di Santa Maria la Mayor. È un tempio gotico che ha avuto anche successivi interventi neogotici e storicisti.
La sua costruzione inizia alla fine del XIII secolo. Viene distrutta da un incendio e ricostruita a metà del XIV secolo, venendo ampliata all’inizio del XV secolo da Miguel García de Segorbe. Il tempio viene consacrato nel 1549. La pianta era a navata unica divisa in cinque campate. Con abside pentagonale e due cappelle laterali e una centrale per il coro. Cappelle tra i contrafforti con volte a crociera sulle campate e volta stellare a coprire l’abside.
Aveva tre portali: due laterali nella terza campata della navata e un altro sulla facciata principale.
Nel 1662, per mano di Juan Ibañez, si realizza la cappella della Comunione con pianta a croce greca e cupola centrale, coperta da volte a botte nei bracci.
Dopo la demolizione del 1936 viene ricostruita a partire da un progetto di Vicente Traver Tomás, basandosi sulle tracce dell’antico tempio. I lavori iniziano nel 1939.
L’attuale tempio occupa un intero isolato. Ha pianta a croce latina con tre navate e abside pentagonale. La navata centrale è evidenziata da pilastri ottagonali dai quali si originano archi traversi. Le navate sono coperte da volte a crociera, con tiburio con volta stellare.

Nel centro della città, vicino a Plaza Mayor.
Fu edificato nel primo terzo del XVII secolo. Il Consell della città acquistò la Casa Gumbau, che fu demolita nel 1605 per costruire il nuovo edificio. Fu realizzato da Francesc Galinça. Edificio a pianta quadrangolare, aperto sui lati liberi con due archi che poggiano su colonne e semicolonne di ordine toscano. Sul lato che dà sulla piazza, tra le lunette si trova lo stemma della città. La struttura dell’edificio è in pietra da taglio.
All’inizio del XIX secolo il municipio vendette il diritto di costruire un piano superiore. Si procedette all’ampliamento del piano inferiore su entrambi i lati, utilizzando lo stesso materiale e lo stesso linguaggio architettonico. Il piano superiore è scandito da finestre rettangolari con frontoni curvi, sopra le quali sono disposti oculi ellittici.
Spicca il balcone continuo ad angolo. La facciata di questo piano fu dipinta con allegorie di Oliet. L’edificio è coronato da un’ampia cornice con parapetto, decorato con figure femminili che simboleggiano le quattro stagioni. Nella parte superiore vi è una balaustra con vasi neoclassici.

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