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Storia dei patios di Cordova: l’origine di una tradizione secolare

Il Festival dei Patios Cordovesi, o Festa dei Patios Cordovesi, è una ricorrenza unica al mondo che quest’anno 2021 compie ben 100 anni. Dichiarata Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO, è uno dei simboli della città di Cordova, insieme alla Moschea-Cattedrale, al ponte romano o al Guadalquivir, tra molti altri angoli suggestivi.

 

Di seguito ti raccontiamo la particolare storia di questa festività, un connubio tra tradizione, cultura e amore per l’arte degli abitanti di Cordova.

 

 

Un’origine secolare

 

I patios di Cordova sono stati, fin dai tempi andalusi, spazi di incontro tra vicini, ricchi di piante, fiori e fontane. In realtà, se vogliamo cercare radici ancora più antiche, le domus romane già configuravano i patios come luoghi di grande rilievo nella società dell’epoca.

 

Pur essendoci sempre stati dubbi sulle origini di questa festività, il Festival dei Patios Cordovesi nacque ufficialmente nel 1921. Fu in quell’anno che il sindaco Francisco Fernández de Mesa indisse quello che venne chiamato “Concorso di Patios, Balconi e Vetrine”. A quanto pare questo concorso non ebbe grande successo e solo nel 1933 il certame si stabilizzò, con un maggior numero di patios partecipanti e premi molto più consistenti.

 

La festività fu nuovamente interrotta durante la Guerra Civile e non venne ripresa fino al 1944, nel contesto della fiera cittadina. Fu in quell’anno che vennero stabiliti per la prima volta dei criteri per valutare i patios. La piena consolidazione del concorso fino ai giorni nostri arrivò nel 1947.

 

Progressivamente aumentarono i premi e il numero di partecipanti. Questo portò alla dichiarazione, nel 1980, dei patios di Cordova come Festa di Interesse Turistico Nazionale. Successivamente, già negli anni ’90, l’enorme quantità di patios iscritti al concorso rese necessaria una suddivisione in categorie. Fondamentalmente vennero create due categorie: architettura “antica” e “moderna”. Allo stesso tempo si iniziò a riconoscere aspetti specifici quali: la conservazione architettonica, la decorazione naturale, l’impegno e l’attività del vicinato o l’uso artistico di elementi come l’acqua. Tutto ciò dà un’idea delle dimensioni che questa festività ha acquisito, passando da qualcosa di quasi aneddotico a un vero e proprio concorso artistico riconosciuto a livello globale.

 

 

I patios oggi: luoghi di interesse turistico

 

Oggi la Festa dei Patios di Cordova è un vero e proprio magnete per il turismo. Nel 2019 si stima che un milione di persone abbia visitato i diversi patios in concorso, che nel 2021 sono in totale 50. Non si può ignorare l’interesse turistico che suscita Cordova al di là del festival: il suo patrimonio e la sua offerta gastronomica si combinano alla perfezione con il certame.

 

I patios devono essere considerati come spazi curati e vissuti durante tutto l’anno. I loro proprietari sono quasi esperti giardinieri e restauratori che, anno dopo anno, cercano di attirare l’attenzione, ottenere riconoscimenti e far sì che i loro patios siano apprezzati e ammirati da chi li visita. Tutto conta per ottenere il patio più bello, quello che spicca di più: dallo stato dei gerani alla combinazione dei colori dei diversi vasi.

 

Un aspetto davvero singolare e quasi “magico” è che molti dei patios e delle abitazioni di cui fanno parte sono integrati nel centro storico di Cordova, un luogo davvero impressionante e affascinante. Molte case, infatti, sono inserite in quella che era l’antica cinta muraria. Altre conservano porticati o altri resti architettonici di secoli di storia.

 

 

In definitiva, se stai pensando cosa fare a Cordova o quando visitarla, ti consigliamo i giorni in cui si celebra il Festival dei Patios Cordovesi (dal 3 al 16 maggio), un evento unico al mondo. Patrimonio, fiori, gastronomia e arte si fondono ogni primavera in una città davvero unica. 

Fotografia di una delle strade del centro storico di Cordova
Immagine di uno dei cortili di Calle Aceite
Immagine di un cortile in Calle Trueque

Dove si trova

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