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L’Ospedale di San José e San Raimundo de Linares è conosciuto anche come Ospedale dei Marchesi di questa località e luogo in cui morì il torero “Manolete” (1947).
Dal punto di vista architettonico, l’Ospedale dei Marchesi è un’elegante, semplice e insolita costruzione neogotica fondata da José de Murga y Reolid e Raimunda de Osorio y Ortega, I marchesi di Linares e I visconti di Llanteno.
Fu costruito tra il 1904 e il 1917. Originariamente fu concepito come ospedale, asilo e Casa Cuna per poveri.
Si articola in una pianta a forma di “H” con tre piani. Il suo esterno spicca per la struttura mista in pietra bianca e mattoni rossi, con tetto a due falde in tegole. Il portale principale è un corpo suddiviso in tre sezioni verticali da paraste, a loro volta coronate da pinnacoli, e in tre orizzontali divise da cornici. Presenta semplici archi acuti ed è sormontato da una guglia.
All’interno si trova una cripta sotto la cappella. In essa si conserva un mausoleo di marmo e bronzo realizzato dallo scultore Lorenzo Coullaut Valera. In questa cripta sono sepolti i marchesi di Linares dal 1918, anno in cui furono trasferiti dal Cimitero della sacramental de San Justo a Madrid.
Dopo un periodo di abbandono, questo ospedale è stato restaurato e oggi ospita un centro di salute e una casa di riposo per anziani.
Data di costruzione: 1904.
Autore: Francisco de Paula Casado y Gómez, Arturo de Navascués y Ligués
Stile: Neogotico
Categoria: Civile
Tipo: Ospedale
Indirizzo e telefono
Orari
Prezzi
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Il sito archeologico di Cástulo è uno dei più visitati ogni anno in Andalusia e a livello nazionale. I resti che rimangono oggi della città iberico-romana occupano una posizione strategica nella valle del Guadalquivir, il che rese a suo tempo questo luogo uno dei centri economici e politici più importanti della penisola.
Di origine neolitica, solo nel II millennio a.C. sorse un insediamento di rilievo. Uno spazio che si ampliò con il passare del tempo e la cui economia era principalmente mineraria: venivano sfruttate miniere di rame, piombo e argento. I resti meglio conservati risalgono all’epoca iberica (VII secolo a.C.). Fu un punto di conflitto tra Cartagine e Roma durante la Seconda guerra punica, conflitto che si concluse con la vittoria romana. L’occupazione imperiale trasformò completamente l’urbanistica e convertì la città in un nodo nevralgico del commercio mediterraneo.
Il Mosaico degli Amori, le terme e figure come i leoni sono alcuni dei resti più caratteristici di questo sito archeologico, davvero degno di essere contemplato.

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