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Di seguito sono illustrate le diverse sale in cui è distribuito il Museo d’Arte Precolombiana Felipe Orlando di Benalmádena.
Sala I e II: Mesoamerica. Antico Messico
Queste sale I e II, dedicate ai reperti appartenenti all’Antico Messico, iniziano il percorso con le statuette delle Donne Belle del periodo preclassico. Alcune sono in stile Tlatilco (1500 a.C. – 500 d.C.) e provengono dal Messico Centrale. Altre invece sono in stile Chupícuaro, che con ogni probabilità accompagnavano le Donne Belle. Sono inoltre esposte figure e vasi successivi di Nayarit, Jalisco, Colima e Guerrero, oltre a vari strumenti musicali.
Successivamente è rappresentata l’antica arte del Golfo del Messico (200 – 900 d.C.), corrispondente all’area di El Tajín e Remojadas. Quest’area espositiva si conclude con la cultura azteca della fine del periodo postclassico (900 – 1500 d.C.).
Sale V e VI: Ande Centrali. Antico Perù
Le sale V e VI espongono reperti provenienti dall’Antico Perù (gli attuali Perù, Bolivia e nord del Cile). Qui sono rappresentate le culture Moche, Lambayeque e Chimú (costa settentrionale); Nasca (100 – 600 d.C.), Wari (600 – 1000 d.C.), Ica-Chincha (1100 – 1500 d.C. sulla costa meridionale); e Chancay (1000 – 15000 d.C. sulla costa centrale).
Oltre a mostrare in queste sale la diversità culturale dell’antica civiltà peruviana, viene illustrato anche il loro stile di vita (agricoltura, commercio, industria tessile, ornamenti personali e altri oggetti legati alle consuetudini funerarie e religiose).
Area Intermedia. Attuali Colombia, Ecuador e Nicaragua
La sezione della Bassa America Centrale è rappresentata da reperti di Nicaragua e Costa Rica. Gran parte della collezione nicaraguense è opera dei Chorotegas e dei Nicaraos. Questi ultimi erano originari dell’Antico Messico e si stabilirono sulla costa del Pacifico del Nicaragua e nel nord-ovest della Costa Rica.
Dalle Ande Settentrionali (gli attuali paesi di Ecuador e Colombia) sono esposte diverse statuette femminili schematiche appartenenti alla cultura Valdivia (Ecuador). Queste risalgono al periodo compreso tra il 3200 e il 1800 a.C.
Archeologia locale
Quest’area, dedicata ai ritrovamenti archeologici di Benalmádena, è suddivisa in tre sezioni: preistoria, epoca preromana ed epoca romana.
- La preistoria a Benalmádena è legata alla Cueva del Toro, un santuario in cui si conservano pitture rupestri del periodo solutreano del Paleolitico superiore (18.000 anni fa). Nel Neolitico (V millennio) la popolazione aumenta e l’agricoltura e l’allevamento si sviluppano notevolmente. In quest’epoca le grotte continuarono a essere le abitazioni abituali, in particolare le grotte de los Botijos e la Zorrera.
- Intorno all’anno 1000 a.C. ha inizio l’epoca preromana, con l’occupazione delle valli dei torrenti, vicino alla costa. Questa occupazione proseguirà senza interruzioni fino all’epoca romana. Di questo periodo sono esposti reperti appartenenti a uno dei villaggi più importanti, il Cerro de la Era (secoli IX – VIII a.C.).
- Epoca romana. Questa fase storica è quella meglio conosciuta di Benalmádena, poiché a partire dal I secolo a.C. iniziarono a diffondersi le attività di pesca. Per questo sorsero vasti insediamenti lungo tutta la costa. Esempi qui rappresentati sono la villa e la fabbrica di salagioni di Torremuelle, Benalroma e lo stabilimento per la produzione di olio e salagioni dei Molinillos.
Indirizzo e telefono
Orari
Prezzi
Ingresso gratuito.
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Il Castello di Colomares è il monumento più emblematico di Benalmádena, un edificio singolare e fantastico in omaggio alla Scoperta dell’America.
La costruzione del Castello di Colomares fu opera del dottor Esteban Martín y Martín, insieme a due muratori di Mijas, Juan Blanco e Domingo Núñez. I lavori iniziarono nel 1987 e terminarono nel 1994.
Il risultato è uno straordinario mix di diversi stili della storia dell’architettura, come il neobizantino, il neoromanico, il neogotico e il neomudéjar. Come materiali da costruzione furono utilizzati pietra, cemento e mattoni. Inoltre, le tecniche impiegate furono quelle tipiche del Medioevo e realizzate a mano dallo stesso Esteban, aiutato da Domingo e Juan.
La superficie in pianta è di 1.500 metri quadrati, risultando il più grande monumento dedicato alla figura di Colombo fino ad oggi.
Si possono apprezzare al suo interno vari elementi allusivi ai Re Cattolici, alle tre culture medievali in Spagna e altri riferiti al viaggio di Colombo in America. È presente anche una pagoda cinese che simboleggia l’idea originaria che ebbe Colombo di raggiungere le coste asiatiche.
Il Castello di Colomares cerca persino di rivendicare la possibilità che Cristoforo Colombo fosse di origine maiorchina. Si rende inoltre omaggio ai Re Cattolici, a Vicente Yáñez, a Diego Arana e ad altre figure storiche che accompagnarono Colombo nella sua prima spedizione.
Al suo interno si trova una cappella consacrata a Santa Elisabetta d’Ungheria, con una superficie di 1,96 metri quadrati. Per questo motivo, all’inizio degli anni ’90 figurava come la chiesa più piccola del mondo nel “Guinness dei primati”.
L’edificio ospita anche un mausoleo vuoto, che simboleggia l’Eternità verso cui viaggiò Colombo dopo la sua morte.
In definitiva, il Castello di Colomares è uno splendido “libro” di pietra che racconta la Scoperta dell’America attraverso l’arte.

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