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Basilica di Nostra Signora del Pilar di Saragozza

La Basilica del Pilar è uno dei santuari mariani più importanti del mondo cattolico e un centro artistico di primo livello che riunisce opere di grande valore e di epoche diverse.

 

Da segnalare la Santa Cappella, opera di Ventura Rodríguez, che custodisce al suo interno l’immagine della Vergine del Pilar, proclamata patrona della Hispanidad.

Data di costruzione: Sec. XVII – Sec. XVIII.

Autore: Felipe Sánchez, Fco. Herrera y Ventura Rodríguez

Stile: Barocco, Neoclassico

Categoria: Religioso

Tipo: Basilica

Informazioni aggiuntive

Organizza la tua visita

Indirizzo e telefono

  • Plaza del Pilar, s/n. 50003 Saragozza
  • +34 976 397 497

Orari

  • Da martedì a domenica e festivi dalle 9.00 alle 14.00 e dalle 16.00 alle 18.00.
  • Chiuso: lunedì.

Prezzi

  • Intero: 2€.
  • Gratuito: bambini fino a 10 anni.

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Dove si trova

Cosa vedere a Saragozza

È uno degli angoli più emblematici della città. Le sue origini risalgono al XIII secolo, quando si progettò di realizzare una costruzione che collegasse la cattedrale con la nuova casa del decano. [+]

È uno degli angoli più emblematici della città. Le sue origini risalgono al XIII secolo, quando si progettò di realizzare una costruzione che collegasse la cattedrale con la nuova casa del decano.

 

L’arco attuale è molto restaurato e corrisponde al rifacimento realizzato nel XIV secolo. L’elemento più sorprendente di quest’opera è il belvedere, con finestre a traforo in stile gotico mudéjar.

 

Attualmente è di proprietà di un ente finanziario e, dopo il restauro, è stato destinato a museo e residenza per visitatori illustri.

La prima cattedrale cristiana di Saragozza, costruita sotto l’advocazione di San Salvatore, sorge sullo stesso spazio che in precedenza aveva occupato il tempio romano del foro, la chiesa visigota e la grande moschea musulmana. [+]

La prima cattedrale cristiana di Saragozza, costruita sotto l’advocazione di San Salvatore, sorge sullo stesso spazio che in precedenza aveva occupato il tempio romano del foro, la chiesa visigota e la grande moschea musulmana.

 

Il vescovo Pedro Torroja avvia la cattedrale in stile romanico, con tre navate, transetto e tre absidi semicircolari. Tra il XIV e il XV secolo inizia la costruzione dell’attuale cattedrale gotica, aggiungendo una nuova navata centrale e altre due laterali. Il suo campanile barocco fu innalzato da Contini nel 1686. Il tiburio della fine del XV secolo è opera di Juan Botero, basato su una stella a otto punte. A metà del XVI secolo vengono riformati i pilastri e le volte.

 

All’interno spicca l’altare maggiore, che possiede un magnifico retablo di Meter Johan, diversi sepolcri di martiri, arcivescovi e infanti. Il coro è chiuso da una preziosa cancellata, con un artistico coro ligneo in rovere intagliato da Navarro. Tra le cappelle si possono citare la cappella plateresca di Zaporta e quella barocca di Sant’Agostino, così come quella di San Valero.

 

La cappella di San Bernardo presenta un grande retablo in alabastro. Nella Sala Capitolare si conservano importanti dipinti di Ribera, Zurbarán e Goya. Nella Sacrestia c’è un eccellente museo, con capolavori d’arte e soprattutto una collezione di arazzi fiamminghi gotici e rinascimentali.

Fondata nel 1564 da don Hernando d’Aragona, fratello di Ferdinando II d’Aragona il Cattolico. Ha pianta a croce latina, a navata unica, divisa in tre campate, con una piccola ampliamento a mo’ di transetto smussato, e una lunghezza totale di 43,60 me... [+]

Fondata nel 1564 da don Hernando d’Aragona, fratello di Ferdinando II d’Aragona il Cattolico. Ha pianta a croce latina, a navata unica, divisa in tre campate, con una piccola ampliamento a mo’ di transetto smussato, e una lunghezza totale di 43,60 metri.

 

Il portale in gesso presenta la scena dell’Assunzione, in stile barocco, molto comune in Aragona dalla fine del XVII secolo. È stato attribuito a Ramírez de Arellano, così come il retablo.

 

Il portale è coperto da una volta a crociera stellata riccamente decorata, con chiavi di volta in legno dorato, con motivi dello stemma del fondatore.

 

Il retablo della chiesa fu costruito tra il 1755 e il 1765, di tipo altare, diviso in tre corpi.

 

La cappella dell’Agnus Dei, situata dietro il presbiterio, è coperta da una volta a crociera. Presenta una decorazione pittorica come allegoria della visione celeste ed eucaristica.

 

La chiesa della certosa sarebbe stata decorata da Goya nel 1774, con un ciclo di undici oli su tela di cui attualmente ne restano solo sette, a causa dell’abbandono durante la Guerra d’Indipendenza e della successiva desamortizzazione. Furono realizzate a secco –olio su muro–.

Distrutta nel 1808 a causa dell’Assedio di Saragozza. Fu eretta sulla antica necropoli cristiano-romana che ospitava le spoglie di Santa Engrazia e di altri diciotto martiri dei secoli III e IV. [+]

Distrutta nel 1808 a causa dell’Assedio di Saragozza. Fu eretta sulla antica necropoli cristiano-romana che ospitava le spoglie di Santa Engrazia e di altri diciotto martiri dei secoli III e IV.

 

Durante la dominazione musulmana fu tempio mozarabico della Taifa di Saraqusta con il nome di Chiesa delle Sante Masse, essendo la chiesa principale del sobborgo mozarabico.

 

Furono rinvenuti due sarcofagi paleocristiani in marmo del IV secolo, oggi custoditi nella sua cripta.

 

Il Monastero geronimita di Santa Engrazia fu fondato da Giovanni II d’Aragona. Dell’antico tempio si conserva il portale plateresco che richiama i portali romanici con archivolti. Si tratta di un portale-altare che riflette il patrocinio reale del monastero e la sua origine martiriale.

 

L’immagine di Santa Engrazia – oggi scomparsa – presiedeva l’ingresso dal montante centrale della porta.

 

Il mecenatismo regio si riflette negli stemmi situati nelle lunette dell’arco d’ingresso e nelle immagini oranti dei Re Cattolici, Ferdinando e Isabella, accompagnati da San Giovanni Battista e Santa Caterina d’Alessandria, così come dai fondatori dell’Ordine, San Girolamo e Santa Paola, che fiancheggiano la Vergine in trono al centro.

 

Il complesso è coronato dalla scena del Calvario, con la Fede e la Speranza ai lati.

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