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Complesso Monumentale dell’Alcázar di Jerez e Camera Oscura

L’Alcázar di Jerez de la Frontera è uno dei pochi esempi di architettura almohade conservati in Spagna.  

 

È inoltre il monumento più antico di Jerez. Occupa l’angolo sud-est della città, essendone il punto più strategico e più elevato. La sua torre esterna ottagonale è anche la più alta della città.

 

Per la sua copertura è datato all’epoca almohade, ma alcuni resti conservati in modo isolato indicano che la sua antichità potrebbe essere maggiore. Si colloca come una fortezza romanica (secolo XI), che fu testimone delle gesta del suo alcaide Garci-Gómez Carrillo e dell’alfiere Fortún de Torres.

 

L’Alcázar propriamente detto è un recinto di pianta quadrangolare ed è addossato alle mura. Poté avere almeno undici torri difensive, tra cui quella dell’omaggio e la Torre Ottagonale (prima denominata “del oro").

 

La sua costruzione è semplice. Ma dispone di altre difese oltre alle mura, come una barbacana e le due torri merlate: la Torre Ottagonale (degna di menzione negli annali jerezani, per aver issato per la prima volta il vessillo reale di Castiglia) e la Torre dell’Omaggio, adornata con le torri reali e lo stemma dei Ponce de León. 

 

Si conoscono tre porte che danno accesso al recinto: quella Nord, quella Sud e quella Est.

 

All’interno di questo Complesso Monumentale spicca la Porta della Città, unico accesso del XII secolo da Jerez al recinto fortificato. Si distingue anche la Moschea, l’unica conservata in città. Degni di menzione sono anche il cortile delle abluzioni, i bagni, i giardini e il Palazzo di Villavicencio (secoli XVII – XVIII).


La sua iscrizione come Bene di Interesse Culturale ebbe luogo il 4 giugno 1931, nella categoria di Monumento.
 

Nella torre del suddetto Palazzo di Villavicencio è installata la Camera Oscura, mentre nel palazzo stesso si trova una farmacia del XIX secolo.

 

Si conserva anche un Frantoio del XVIII secolo. 

Data di costruzione: Secoli XI - XIX.

Stile: Almohade, Barocco

Categoria: Civile

Tipo: Complesso monumentale

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Indirizzo e telefono

  • Alameda Vieja, s/n, 11408 Jerez de la Frontera (Cadice)
  • +34 956 14 99 55 / 650 80 01 00

Orari

  • Tutti i giorni, dalle 9:30 alle 15:00, tranne nei mesi da luglio a settembre, il cui orario è dalle 9:30 alle 18:00. *
    • *La biglietteria chiude mezz’ora prima dell’orario di chiusura.

Prezzi

  • Complesso Monumentale:
    • Adulti: 3 €.
    • Tariffa ridotta (studenti, pensionati e gruppi di oltre 15 persone): 1,80 €.
  • Complesso Monumentale e Camera Oscura:
    • Adulti: 5,40 €.
    • Tariffa ridotta (studenti, pensionati e gruppi di oltre 15 persone): 4,20 €.

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Dove si trova

Cosa vedere a Jerez de la Frontera

La Cattedrale di San Salvador di Jerez de la Frontera fu costruita sull’antica Moschea Maggiore, che in seguito divenne la Chiesa del Salvatore. Un monumentale edificio del XVII secolo, in cui si mescolano gli stili gotico, barocco e neoclassico. [+]

La Cattedrale di San Salvador di Jerez de la Frontera fu costruita sull’antica Moschea Maggiore, che in seguito divenne la Chiesa del Salvatore. Un monumentale edificio del XVII secolo, in cui si mescolano gli stili gotico, barocco e neoclassico.

 

Inizialmente fu l’antica Collegiata o Chiesa Collegiata di Jerez de la Frontera, fino a quando nel 1980 venne elevata alla dignità di cattedrale. 

 

I lavori della nuova cattedrale iniziarono nel 1695 con Diego Moreno Meléndez come capomastro a Jerez. La costruzione si protrasse per più di ottant’anni, fino alla benedizione il 6 dicembre 1778. I direttori dei lavori furono Ignacio Díaz de los Reyes, Juan de Pina e Miguel de Olivares, che operò sotto la supervisione di Torcuato Cayón de la Vega.


Come dato aggiuntivo a sottolinearne l’importanza, la sua costruzione fu finanziata in gran parte dai re Carlo II, Luigi I e Carlo III. Contribuirono anche i papi Innocenzo XIII e Benedetto XIII con la grazia “delle messe ottenute”.


La sua struttura è di impianto gotico con pianta quadrangolare divisa in cinque navate da grosse pilastrate. Una sesta navata è il transetto. La magnifica cupola si innalza sopra l’intersezione tra la navata maggiore (centrale) e il transetto. Le sue coperture sono a crociera semplice nelle navate laterali e di maggiore ricchezza decorativa in quella centrale. Tra gli ambienti interni spiccano il Santuario, disposto in due campate e coperto da volte a padiglione, e la Sacrestia, alla quale si accede attraverso un grande portale neoclassico.


All’esterno presenta tre facciate. La più notevole è senza dubbio la facciata principale. Ha portali architravati con oculi circolari, ricche colonne e decorazioni in stile barocco. I grandi contrafforti rampanti che uniscono le navate laterali a quella centrale esaltano la magnificenza di questa cattedrale.


Dell’antica chiesa che fu demolita nel 1695 rimane unicamente la torre campanaria, che è separata dal tempio. In questa torre si distinguono due corpi: quello inferiore, del XV secolo, in stile gotico-mudéjar, e quello superiore, del XVIII secolo, realizzato da Juan Pina.


Per la sua rilevanza storico-artistica, la Cattedrale di Jerez è dichiarata Bene di Interesse Culturale con la categoria di monumento. Tale dichiarazione fu pubblicata sulla Gaceta de Madrid il 4 giugno 1931.


Nel suo Museo Cattedrale si conservano opere pittoriche di grande rilevanza, come La Vergine Bambina di Zurbarán e dipinti di Juan Rodríguez “El Tahonero”.

La Certosa di Jerez de la Frontera è il complesso monumentale di maggior rilievo artistico della provincia di Cadice. Infatti, è dichiarata Monumento Storico-Artistico (1856). [+]

La Certosa di Jerez de la Frontera è il complesso monumentale di maggior rilievo artistico della provincia di Cadice. Infatti, è dichiarata Monumento Storico-Artistico (1856).


Fu eretta per iniziativa del cavaliere Álvaro Obertos de Valeto nel 1476, e la sua costruzione in stile gotico tardo ebbe inizio due anni dopo.


Gran parte dei suoi ambienti fu costruita nel XVI secolo, e furono eseguiti interventi di riforma e ampliamenti nei secoli XVII e XVIII. Gli stili gotico fiammeggiante, plateresco, rinascimentale e barocco si fondono in modo armonioso in questo complesso monumentale.


Spicca il portale rinascimentale realizzato da Andrés de Ribera nel 1571. Questo portale dà accesso a un grande cortile lastricato, in fondo al quale si eleva la straordinaria facciata della chiesa a mo' di retablo. Questa facciata è composta da due corpi laterali e un attico. 


La pianta della chiesa è a navata unica ed è coperta da volte ogivali a crociera stellata. Fu terminata nel 1552 e subì alcuni interventi nei secoli XVII e XVIII. La sua grande facciata, menzionata in precedenza, fu realizzata nel 1667.

 

All'interno del tempio spiccano la Cappella di Santa María, il Coro ligneo e il Retablo Maggiore, opera di Juan de Oviedo de la Bandera. In origine realizzò il retablo per la chiesa de la Merced a Sanlúcar de Barrameda, ma fu trasferito alla Certosa di Jerez nel 1960. All'interno si conservano anche altre opere di interesse, come la cancellata in ferro battuto ai piedi della chiesa (XVI secolo).


Oltre alla chiesa, vi sono altre costruzioni di particolare rilievo all'interno di questo complesso monumentale. Degno di nota è il piccolo chiostro gotico o chiostro della chiesa adiacente al tempio, con slanciati archi e contrafforti traforati. È coronato da una splendida cresteria gotica e da pinnacoli sui contrafforti. Qui si trovano i portali di altri ambienti, anch'essi di grande qualità artistica: del refettorio, della sala capitolare e di diverse cappelle. 


Il Chiostro grande (detto anche del cimitero) è di costruzione più austera, ma di elegante bellezza. Ha pianta quadrangolare e le sue gallerie sono coperte da volte a crociera. 


Dal muro sud si accede a un cortile aperto, il cosiddetto Patio de la Cocina, attraverso il quale si raggiunge il Chiostro dei conversi. Questo chiostro ha pianta quadrata, le cui gallerie sono formate da archi a tutto sesto su colonne di marmo toscane. Tali gallerie sono coperte da volte a padiglione.

 

La certosa fu restaurata dopo le distruzioni dell'invasione francese (1810) e recuperò la sua funzione originaria. Oggi è in buono stato di conservazione. 

 

Con la desamortización di Mendizábal furono depredate le opere di Zurbarán realizzate per il Retablo Maggiore della chiesa. Oggi quasi tutte si trovano nel Museo Provinciale di Cadice (L'Apoteosi di San Bruno e piccoli dipinti con i quattro Evangelisti, San Lorenzo e San Giovanni Battista).

 

Attualmente è occupata dalle Suore di Betlemme, che vi organizzano esposizioni e altre attività.

La Chiesa di San Miguel è un maestoso tempio che unisce il gotico di Jerez con l’arte rinascimentale e barocca. Per alcuni è "la Nôtre Dame de Jerez". Il suo altare maggiore è opera di Juan Martínez Montañés e José de Arce. [+]

La Chiesa di San Miguel è un maestoso tempio che unisce il gotico di Jerez con l’arte rinascimentale e barocca. Per alcuni è "la Nôtre Dame de Jerez". Il suo altare maggiore è opera di Juan Martínez Montañés e José de Arce.

 

La Chiesa di San Miguel si trova nel quartiere gitano di Jerez de la Frontera che porta il suo nome. Le sue dimensioni la fanno confondere con una cattedrale, poiché è il tempio più grande e più completo dei dintorni.
 

È datata al XV secolo, e sulla porta della facciata gotica del lato dell’evangelo è conservata una cartella con l’anno 1484. Si deduce che fu eretta dopo la supplica rivolta ai Re Cattolici in seguito alla loro visita a Jerez de la Frontera in quello stesso anno. Fino ad allora, i fedeli disponevano solo di un’antica eremo.
 

La sua costruzione si protrasse nei secoli successivi, risultando uno dei migliori monumenti ecclesiastici di Jerez, con una maestosa facciata principale a tre corpi. Tale facciata è opera dell’architetto locale Diego Moreno, che la progettò come una torre-facciata. Il terzo corpo corrisponde al campanile, il punto più alto di Jerez de la Frontera.  
 

In questo tempio il gotico di Jerez si fonde con grande armonia con elementi propri del Rinascimento e del Barocco. Oltre ai pregiati portali di questa chiesa, spicca al suo interno un eccezionale altare scolpito da Martínez Montañés e José de Arce.
 

Nel 1931 è stata dichiarata Monumento Storico-Artistico Nazionale.  Alcuni la chiamano “la Nôtre Dame de Jerez”.
 

Come curiosità, al suo interno si trova il fonte battesimale dove fu battezzata Lola Flores.

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