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La Geoda di Pulpí: un tesoro naturale ad Almería

La provincia di Almería custodisce uno dei tesori naturali più spettacolari della Spagna e del mondo. Ci riferiamo alla cosiddetta Geoda di Pulpí, conosciuta anche come Geoda di Pilar de Jaravía.

 

Questo singolare patrimonio geologico vanta numerosi riconoscimenti. Tra questi spicca il fatto di essere la geoda più grande d’Europa e la seconda al mondo, superata solo da quella di Naica (Messico).

 

 

Pulpí, la miniera e la Geoda

 

Il comune di Pulpí, situato nel Levante almeriense e confinante a nord con la regione di Murcia, è stato storicamente un centro minerario. Negli ultimi tempi il turismo, l’agricoltura e altri settori hanno sostituito l’attività mineraria. Un’attività che è stata fondamentale fin dal XIX secolo, quando l’economia della zona si basava sull’estrazione di ferro, piombo e argento, molto abbondanti nell’area della Sierra del Aguilón. Già a metà del XX secolo le miniere furono abbandonate e l’attività estrattiva cessò.

 

Nel 1999 avvenne qualcosa che ha cambiato completamente la storia del comune. Nella nota e popolare Mina Rica, ormai abbandonata, alcuni membri del Grupo Mineralogista de Madrid scoprirono quella che fu battezzata come Geoda di Pulpí o di Pilar de Jaravía (la frazione in cui si trova).

 

Una geoda è una cavità rocciosa chiusa all’interno della quale si sono prodotti diversi fenomeni di cristallizzazione di vari minerali. Questo tipo di formazioni può avere dimensioni molto diverse, da quelle di un uovo di gallina fino a raggiungere addirittura le dimensioni della Geoda di Pulpí. Quest’ultima non si distingue solo per le sue dimensioni, ma anche per il suo stato di conservazione, la posizione e l’accessibilità.

 

 

Un luogo ancora da scoprire

 

Dal momento stesso della scoperta della Geoda di Pulpí è stata avviata una serie di studi con l’obiettivo principale di ottenere maggiori informazioni su questo incredibile luogo. In totale, la geoda misura 8 metri di lunghezza per 2 metri di altezza. Si distingue per i suoi enormi cristalli di selenite che raggiungono i 2 metri e possono avere fino a 2 milioni di anni. La trasparenza e lo straordinario stato di conservazione sono due delle sue caratteristiche più riconoscibili.

 

Si tratta di una cavità di 10,7 m³ a 60 metri di profondità, davvero gigantesca. Questo le è valso il titolo di geoda più grande d’Europa e seconda a livello mondiale, superata solo da quella di Naica (Messico). Al di sopra di tutto questo, la Geoda di Pulpí è speciale perché è visitabile, cosa che non succede con altre formazioni di questo tipo che, per le modalità di accesso o per la situazione di pericolo, sono chiuse al pubblico.

 

Da due anni a questa parte sia la Mina Rica sia la Geoda di Pulpí sono aperte alle visite. Si tratta del risultato di un lavoro durato quasi 20 anni, durante i quali è stato restaurato l’intero complesso minerario, con l’obiettivo di creare un’area totalmente sicura per visitatori e guide. Le gallerie minerarie, i punti di estrazione e la geoda sono ora accessibili a chiunque sia interessato a questo tesoro naturale.

 

Tale è l’importanza e la ricchezza di questo luogo che la Junta de Andalucía ha avviato la procedura per dichiarare la Geoda Monumento Naturale dell’Andalusia. Un patrimonio geologico e naturale unico al mondo che merita chiaramente questo riconoscimento.

 

 

In definitiva, ci troviamo davanti a un luogo ancora tutto da scoprire. Da quando è diventata visitabile, la Geoda di Pulpí ha visto crescere in modo esponenziale la richiesta di visite, raggiungendo livelli record la scorsa estate. Consigliamo senza dubbio di prenotare con sufficiente anticipo la visita alla Geoda Gigante e alla Mina Rica di Pulpí con il dovuto anticipo.

Immagine dell’interno della miniera
Fotografia della geode

Dove si trova

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