Impostare i cookie
Utilizziamo cookie propri e di terzi per offrirle i nostri servizi, mostrare video, ottenere statistiche e proporle pubblicità personalizzata.
Maggiori informazioni nella nostra informativa sui cookie.

Il termine necroturismo nasce dall’unione dei termini “necro” (relativo alla morte) e turismo. A prima vista, pensare al “turismo legato alla morte” può sembrare poco attraente, o addirittura suscitare rifiuto. La realtà è che questa nuova modalità di turismo culturale conta ogni giorno più adepti in tutto il mondo. Anche in Spagna.
Basato sulla visita a cimiteri, catacombe o luoghi simili, il necroturismo viene praticato da anni ed è piuttosto popolare a livello mondiale ed europeo. Esiste perfino il cosiddetto Percorso Europeo dei Cimiteri, che migliaia di persone hanno completato. In Spagna è arrivato di recente, diventando sempre più popolare, anche in tempi di pandemia.
Cosa offre il necroturismo?
La realtà ci mostra come alcuni cimiteri di tutto il mondo siano oggi visitati quanto cattedrali, musei, spazi naturali o determinati monumenti. Il gusto per il macabro non ha nulla a che vedere con questo interesse. I visitatori cercano piuttosto di osservare la bellezza di alcuni di questi spazi o di avvicinarsi a tombe di rilievo storico per l’interesse che suscitano i loro proprietari.
Molte di queste necropoli hanno un importante percorso storico, un notevole valore culturale o custodiscono una serie di leggende che le rendono davvero attraenti. Chi ha visitato questi luoghi ha inoltre messo in risalto la spettacolarità architettonica o artistica.
Oltre ai cimiteri, si è diffusa molto anche la visita alle catacombe. Un caso assai noto è quello delle catacombe del Vaticano, dove si trova la famosa tomba di San Pietro. Celebri sono anche le catacombe di Lima, che ospitano più di 25 000 ossa sotto la Chiesa di San Francesco. Il loro museo è stato dichiarato Patrimonio Culturale dell’Umanità nel 1988 dall’UNESCO.
Una forma di turismo globalizzata
Come abbiamo già detto, il necroturismo si è diffuso a livello globale. Così, non solo in Europa, alcuni cimiteri sono diventati punti di riferimento per migliaia di visitatori.
Un esempio molto conosciuto è quello del Cimitero Centrale di Vienna (Zentralfriedhof). Inaugurato nel 1874, è attualmente uno dei tre più grandi d’Europa insieme a quello dell’Almudena (Madrid) e a quello di Amburgo. Si distingue per la vera e propria “sezione dei musicisti”, in cui si trovano incredibili sepolture come quelle di Salieri, Schubert, Beethoven, Hans Moser, Falco, Adolf Loos e il monumento a Mozart.
All’interno dello stesso continente europeo spiccano anche cimiteri come quello di Săpânța, in Romania. È conosciuto per le sue tombe colorate e per i messaggi delle lapidi: barzellette di umorismo nero o frasi davvero ironiche. Va inoltre menzionato l’antico cimitero ebraico di Praga, che risale al XV secolo ed è uno degli spazi più visitati della capitale ceca. Non bisogna dimenticare il cimitero di Père-Lachaise (Parigi), noto per ospitare le tombe di Oscar Wilde e di Jim Morrison.
In Asia si distinguono gli incredibili cimiteri giapponesi, come quello di Okunoin (Wakayama). In questo spazio si trovano circa 200 000 tombe sparse in un bosco di cedri secolari, tra i quali si intrecciano leggende e miti. Si distingue anche per il fatto che la maggior parte delle sepolture appartengono a monaci buddisti.
Il ritualismo giapponese differisce notevolmente dalla cultura della morte nelle Filippine. Lì è noto il cimitero di Sagada, sull’isola di Luzón. Non è uno spazio enorme, non si distingue per tombe monumentali né per ospitare personaggi famosi. Il suo interesse risiede nel fatto di essere conosciuto come il cimitero “delle bare sospese”. Questo perché le bare di legno sono ancorate al fianco di una scogliera a diverse altezze. Una tradizione nata per evitare che gli animali potessero raggiungere i resti dei defunti.
Nel continente americano è molto conosciuto il cimitero della Recoleta, a Buenos Aires. Uno spazio composto da mausolei monumentali come quello di Eva Perón. Negli Stati Uniti, invece, è molto visitato il Cimitero Nazionale di Arlington, dove riposano migliaia di soldati morti nei diversi conflitti a cui il paese ha partecipato. In questo spazio sono stati girati diversi film e serie; si distingue per il suo ordine e per essere un prato verde praticamente perfetto.
Tutti questi spazi hanno qualcosa in comune. Oltre al crescente interesse nel visitarli, dispongono di un’ampia offerta di visite guidate. Questo significa che il settore turistico sta puntando sempre di più su questo tipo di turismo culturale.
Il necroturismo in Spagna
In Spagna molti cimiteri hanno smesso di essere semplicemente luoghi in cui recarsi per necessità, associati al dolore o alla tristezza. Questa cultura del necroturismo è arrivata nel nostro paese per restare e ogni giorno conquista più adepti.
Molti camposanti spagnoli hanno iniziato a proporre visite in collaborazione con imprese turistiche. Lontano da ciò che potremmo pensare, non erano incentrate su aspetti “fantasmagorici e terrificanti”. L’itinerario mirava a valorizzare il patrimonio culturale e artistico di questi spazi.
I cimiteri di Poblenou e Montjuïc, a Barcellona, sono stati i primi a offrire queste visite, ormai 10 anni fa. Da allora, l’offerta è cresciuta in modo esponenziale. Questa nuova cultura turistica è arrivata al punto che la rivista Adiós organizza dal 2014 una serie di premi ai cimiteri più curati e popolari del paese. L’obiettivo non è altro che valorizzare questi spazi patrimoniali e artistici. La rivista offre inoltre ogni anno premi al miglior monumento funerario, alla migliore attività a porte aperte o alla migliore iniziativa ambientale.
La realtà è che la Spagna offre una grande varietà di questi spazi: su scogliere, militari, urbani, su spiagge… Un caso particolare del nostro paese è che possiede una serie di camposanti di “persone straniere”. Per esempio, spicca la curiosa storia del cimitero tedesco di Cuacos de Yuste (Cáceres). Qui riposano soldati tedeschi di entrambe le guerre mondiali, giunti sulle nostre coste dopo naufragi o incidenti aerei. In un primo momento venivano sepolti nel luogo in cui arrivavano o si cercava di rimpatriarli. Nel 1980 il governo tedesco avviò un progetto di concentrazione che creò questo spazio, con tombe esattamente identiche.
Uno dei camposanti più visitati del nostro paese è quello dell’Almudena a Madrid. Considerato il più grande dell’Europa occidentale, è uno spazio monumentale che supera le 120 ettari e conta più di 200 000 sepolture. In esso si possono osservare stili che vanno dall’architettura neobizantina al modernismo. Spiccano tombe e pantheon di oltre un centinaio di personalità storiche del nostro paese: Pablo Iglesias, Pérez Galdós, Lola Flores o Enrique Urquijo. La visita guidata al cimitero dell’Almudena è una delle più richieste nella capitale, anche dagli stessi abitanti. Senza dubbio, un modo diverso per scoprire una parte poco conosciuta di Madrid.
Un altro dei cimiteri più popolari del nostro paese è quello di San José, a Granada. È il secondo più antico di Spagna: risale al 1805 e la sua costruzione fu dovuta alla necessità di ubicare un’area di sepoltura lontana dalla città. Questa politica settecentesca si stava diffondendo in tutta la geografia spagnola, conseguenza dell’idea di Carlo III di migliorare la salubrità e le condizioni sanitarie del paese. Nelle terre di Granada, questo processo si accelerò a causa di un’epidemia di febbre gialla che colpì profondamente la città. Questo primo cimitero, sorto accanto al Palazzo degli Alixares, fu il germe dell’attuale.
Nella piena dehesa del Generalife e con vista sull’Alhambra e sulla Sierra Nevada, effettuare una visita guidata al cimitero di San José è davvero consigliabile. Un’esperienza molto richiesta che ci mostra uno spazio insolito, in cui contemplare veri e propri monumenti come il Pantheon della sposa.
Vale la pena menzionare un’altra serie di camposanti che si distinguono per l’elevata richiesta di visite guidate. Sono, per esempio, quelli di Polloe (San Sebastián), di San Amaro (La Coruña) o di San Fernando (Cadice).
Una volta “scoperta” questa nuova forma di turismo culturale, vi invitiamo senza dubbio a darle un’opportunità. Come abbiamo visto, sono luoghi che offrono visite di qualità in spazi vicini al nostro luogo di residenza, ma che probabilmente non abbiamo mai considerato con uno “sguardo diverso”.




